Un nuovo design per gli impianti di trattamento gas: Produzione di gas naturale a impatto-ZERO.

I nuovi impianti di trattamento del gas metano prodotto dai pozzi S.Andrea (Regione Veneto) e Casa Tiberi (regione Marche) presentano una serie di accorgimenti ed innovazioni studiati appositamente per minimizzare l’impatto ambientale azzerando l’emissione di gas serra, per incrementare l’efficienza energetica, ridurre gli ingombri e facilitare la conduzione garantendo il rispetto dei più severi standard di sicurezza.

L’impianto Casa Tiberi, in produzione da Luglio 2014 come “installazione pilota” per la validazione dell’applicazione di nuove tecnologie nel settore dell’Oil&Gas, dopo circa due anni di esercizio ha dimostrato una disponibilità del 99,9 %. L’impianto Casa Tonetto, in produzione dal Febbraio 2016, è concettualmente basato sulla medesima vincente filosofia progettuale dell’impianto di Casa Tiberi con un fattore di scala 5 volte superiore in termini di capacità di trattamento di portata.

Ogni impianto è stato totalmente pre-assemblato in fabbrica e montato su 4 skid trasportabili con un camion di normali dimensioni (ciascuno skid ha un ingombro di circa di 5m x 2m x 3,5m). Grazie a questa soluzione, l’allestimento finale in area pozzo consiste nel semplice collegamento elettro-strumentale e meccanico minimizzando l’impatto delle attività di cantiere.

Entrambi i giacimenti in coltivazione sono caratterizzati da una ottima qualità in termini di composizione del gas prodotto che è composto per il 95% da metano puro.

Ciò consente l’applicazione di uno schema di processo molto semplice: Separazione -> Disidratazione -> Riduzione di pressione -> Misura fiscale

La caratteristica saliente è che la disidratazione del gas metano, per consentire il rispetto delle caratteristiche di qualità necessarie al suo invio alla rete di trasporto, viene ottenuta mediante l’utilizzo della tecnologia dei setacci molecolari costituiti da filtri di allumina attivata, capaci di catturare per adsorbimento le molecole di acqua intermolecolare ancora presenti nel gas dopo il trattamento nel separatore. La principale innovazione risiede nel fatto che in questi impianti viene utilizzato azoto (gas inerte a zero impatto ambientale) autoprodotto in sito estraendolo dall’atmosfera locale mediante la tecnologia “PSA” (già collaudata nell’industria alimentare), anziché parte del gas metano estratto, come: Gas strumenti;

Fluido per la rigenerazione dei filtri di disidratazione. Con questa soluzione si riducono drasticamente i consumi di gas e al tempo stesso si abbattono a zero le emissioni di gas serra associate alla fase di rigenerazione filtri e alle fuggitive del circuito strumenti. È da notare che l’azoto viene generato localmente e quindi il bilancio chimico dell’ambiente è zero (l’azoto prodotto dall’atmosfera locale rientra nell’atmosfera locale dopo il suo utilizzo). L’azoto viene anche inviato nel serbatoio dei drenaggi in modo continuo, in modo da saturare il volume libero sopra i liquidi, così da escludere la possibilità della formazione di miscele esplosive all’interno del serbatoio stesso con evidenti vantaggi in termini di sicurezza. A conclusione della vita produttiva del pozzo le apparecchiature sono facilmente rimovibili e trasferibili su un altro pozzo di dimensioni similari. Pertanto i tempi e i costi per il ripristino dell’area e la sua restituzione alla destinazione d’uso originaria diventano minimi.