Si, Apennine Energy SpA è una società italiana registrata alla Camera di Commercio di Milano. È inglese la casa-madre, Sound Oil Plc, registrata alla borsa AIM di Londra, che ha la funzione di raccogliere i fondi da investire in Italia.

No, Apennine Energy SpA è una società che persegue una politica di sintonia con il territorio, come dimostrato dalle attività di produzione e esplorazione sviluppate nei comuni di Rapagnano (Fm), Falconara Marittima (An) e Nervesa della Battaglia (Tv). La politica aziendale prevede il massimo utilizzo delle risorse locali e accordi con i distributori locali per la vendita del gas prodotto direttamente in loco. Apennine inoltre si occupa di una risorsa per sua natura più sostenibile di altre: il gas naturale.

No, perchè il fango e i prodotti che Apennine Energy usa per perforare pozzi per ricerca ed estrazione di idrocarburi (ed è la procedura che utilizziamo in tutti i nostri siti di perforazione), alle profondità dove sono presenti le falde acquifere, sono gli stessi fanghi e prodotti che si usano per i pozzi artesiani, per il prelievo di acqua ad uso civile; l’argilla naturale contenuta nel fango isola il foro dalle falde attraversate.

Nel caso del pozzo Moirago-1d dove si utilizzerà un impianto di perforazione completamente elettrificato la valutazione del rumore prodotto al perimetro del cantiere tramite un modello di calcolo indica un valore pari al rumore di un ufficio affollato (massimo 64 decibel); presso gli stabilimenti e le abitazioni individuate non si supera l’aumento di rumore (3 decibel per la notte) ammesso dai regolamenti comunali rispetto a quello esistente. In generale Apennine Energy è molto attenta a contenere l’inquinamento acustico nei suoi siti di produzione.

Sì, i cantieri di perforazione sono tra gli ambienti di lavoro industriale più sicuri.
L’indice di frequenza infortunistica (numero degli infortuni per milione di ore lavorate) del settore oil&gas è di 2,22, mentre la media Italiana per i vari settori (edilizia, industria pesante, servizi) è di 12,57. Un dato ben sotto la media e tra i migliori. Questo significa, come detto, che i cantieri di perforazione sono tra gli ambienti di lavoro più sicuri. Lo stesso dato è inoltre in costante calo da 4 anni.

No. Apennine non ha mai usato né userà in futuro tali tecnologie, come già dichiarato in passato dall’Amministratore Delegato Luca Madeddu.

Sì. L’altezza di 60 m e l’obbligo di renderla visibile ai velivoli ne rendono impossibile la mimetizzazione, ma resta in cantiere solo per i 4 mesi della perforazione. Al termine dei lavori se il pozzo è produttivo resta solo la gabbia di protezione della testa pozzo, di 3×3 metri ed alta solo due metri e mezzo.

La durata media dei lavori civili di costruzione e smantellamento di un cantiere possono variare da poche settimane ad alcuni mesi. Ad esempio per il pozzo “Moirago 1 Dir” si calcola un intervallo massimo di tre mesi per i lavori civili di preparazione del sito, quarantacinque giorni per l’installazione delle attrezzature e altrettanti per lo smontaggio a fine cantiere. Per la perforazione si prevede invece un intervallo massimo di quattro mesi.